Il Brasile alza i tassi e vara il programma di investimento da 206 mld di reais

Adesso il Brasile ha il 4° tasso nominale al mondo e con l’1,7% all’anno il 5° reale, davanti si trovano: Argentina (3.8%), Cina (2,8%), Russia (2,3%) e Cile. La decisione arriva dopo i pessimi risultatidell’inflazione che erano stati divulgati la scorsa settimana, in effetti si riteneva che la Banca Centrale adottasse questa misura solo a partire da maggio, ma le pressioni – sia interne che dall’estero – anno spinto l’autorità monetaria ad agire rapidamente. Anche il governo, sebbene a malincuore, ha appoggiato il provvedimento per riacquistare la credibilità a livello internazionale e poter affermare che la lotta all’inflazione non si è allentata.

Dopo anni di stallo finalmente il governo si sta muovendo nel settore delle infrastrutture e alla fine del 2012 ha varato il “Programma di Investimento in Logistica”, tale piano prevede un investimento complessivo di di R$ 205,9 miliardi. La presidente Dilma Rousseff ha fatto tesoro delle esperienze passate ed ha rivisto completamente la metodologia di investimento, l’iniziativa privata avrà finalmente un ruolo predominante ed il governo agirà solo in veste di regolatore e, indirettamente, da finanziatore.

Strade e Ferrovie – Grazie al nuovo piano di investimenti verranno costruite, ammodernate ed ampliate 7.500 km di autostrade e 10.000 km di ferrovie. Nel primo caso si tratta di un investimento complessivo di R$ 42 miliardi, di cui R$ 23,5 miliardi nel corso dei primi cinque anni e gli altri R$ 18,5 miliardi nei prossimi 20 anni. Gli investimenti per il trasporto su rotaia saranno pari a R$ 91 miliardi, di cui R$ 56 miliardi nel corso dei primi cinque anni e gli altri R$ 35 miliardi spalmati nei prossimi 20 anni. In questo caso il governo si avvarrà delle Partnership Pubblico Privato (PPP) per la costruzione, la manutenzione e l’operatività delle ferrovie; dopodiché la VALEC Ingegneria, Costruzioni e Ferrovie S.p.A. (impresa pubblica vincolata al Ministero dei Trasporti) si occuperà della gestione effettiva della rete affittandola ai vari utenti ad una tariffa prestabilita. In questo modo verrà sancita definitivamente la separazione tra il proprietario della linea e quello del treno.

  1. Porti – Il governo ha annunciato che liciterà 55 terminal portuali pubblici, gli obiettivi sono: promuovere la competitività dei porti brasiliani, modernizzare le infrastrutture portuali, migliorare la gestione, aumentare la movimentazione delle merci, ridurre le tariffe, diminuire le barriere all’entrata e stimolare gli investimenti del settore privato. L’investimento totale da parte del governo sarà di R$ 54,2 miliardi tra il 2014 e il 2017: R$ 31 miliardi nel biennio 2014-2015 e R$ 23,2 miliardi nel biennio 2016-2017. i criteri adottati per le concessioni non prevedono più l’assegnazione all’impresa o al consorzio che offre di più ma saranno simili a quelli utilizzati per le autostrade, ossia i vincitori saranno coloro che offriranno la maggiore capacità di movimentazione di carico per la tariffa minore.
  2. Aeroporti – Nel 2013 passeranno all’iniziativa privata l’aeroporto Galeão di Rio de Janeiro e Confins di Belo Horizonte. Il cronogramma prevede i seguenti passi: in aprile dovrebbero essere conclusi gli studi di fattibilità, in questo modo il governo potrà definire le basi d’asta e la durata delle concessioni, i bandi verranno pubblicati in agosto e le aste dovrebbero essere realizzate in settembre. Si stima che saranno necessari R$ 11,4 miliardi per ammodernare ed ampliare i due aeroporti: R$ 6,6 miliardi per Rio de Janeiro e R$ 4,8 miliardi per Belo Horizonte; la Banca Nazionale di Sviluppo Economico e Sociale (BNDES) finanzierà approssimativamente i 2/3 del totale. I criteri utilizzati saranno uguali a quelli già utilizzati per gli aeroporti di San Paolo, Brasilia e Campinas: si aggiudicherà la concessione chi offrirà il prezzo maggiore, come è già avvenuto nei casi precedenti le risorse saranno investite negli aeroporti di piccole dimensioni per rafforzare gli scali regionali. Senza ombra di dubbio i cambiamenti maggiori riguardano i piccoli e medi scali regionali, i 270 aeroporti interessati riceveranno R$ 7,3 miliardi di investimenti. Dato che questi aeroporti non hanno una redditività sufficiente per attirare investitori, il governo ha predisposto alcuni incentivi per renderli maggiormente appetibili.
  3. Energia – Nel 2012 la potenza eolica installata in Brasile è arrivata a 2,5 GW, il 73% in più rispetto al 2011. In totale sono in funzione 108 parchi eolici e lo scorso anno ne sono stati inaugurati 40 per un investimento di R$ 3,5 miliardi. La produzione mensile è stata in media di 556 MW con un picco di 771 MW in ottobre. In media sono 7,5 milioni i brasiliani che utilizzano mensilmente questa fonte energetica. Nei prossimi cinque anni verranno investiti R$ 10 miliardi per arrivare a 6,05 GW nel 2014 e 8,8 GW nel 2017. Nonostante la crescita esponenziale l’eolico rappresenta solo il 2% della matrice energetica brasiliana, la fonte principale è l’idroelettrico con il 69%, il termoelettrico con il 27% e il nucleare con il 2%. Le riserve di gas non convenzionale possono essere superiori a quelle presenti nei pozzi off-shore denominati “Pré-Sal”. Questo tipo di gas è estratto dalle rocce di scisto e in Brasile si stima che siano presenti 514 TCF (Trillion Cubic Feet); l’Agenzia Nazionale del Petrolio, Gas Naturale e Biocombustibili (ANP) esprime ancora cautela ma i dati sono suffragati dalla Energy Information Administration (EIA) che è il dipartimento dell’energia degli Stati Uniti. In questa ottica il governo brasiliano ha stanziato R$ 3 miliardi per l’innovazione tecnologica nel settore energetico. Le risorse sono destinate ad aziende ed istituti di ricerca che sviluppino progetti innovativi legati alle smart grid, generazione di energia eolica e solare, efficienza energetica e veicoli ibridi.
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