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Brasile Opportunità per le imprese milanesi

Indagine Assolombarda: Usa e Bric's le nuove mete, la Ue vale solo il 37% del totale.

Il peso dei ricavi oltreconfine sale di un punto al 37% con una media di 16 mercati serviti nel manifatturiero, 22 nella meccanica.

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Italia-Brasile, tavolo su collaborazione in infrastrutture

Obiettivo è mettere in contatto aziende italiane del settore con partner locali

La collaborazione Italia-Brasile per lo sviluppo delle infrastrutture sarà al centro del seminario tecnico-operativo organizzato a Brasilia il 13 marzo dall’Ambasciata italiana.

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Nel Mondiale 2014 i turisti spenderanno 9 miliardi di Euro. E ripagheranno tutti gli investimenti pubblici

Manca poco meno di un anno al calcio di inizio dei Mondiali 2014 in Brasile. Nonostante ciò, Embratur è già in vena di conti. Secondo uno studio pubblicato dall’ufficio carioca del turismo, soltanto con le spese che i turisti brasiliani e stranieri sosterranno durante i 30 giorni delle partite della Coppa del Mondo, l’economia brasiliana recupererà tutti gli investimenti pubblici effettuati per realizzare l’evento.

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Barilla, è il Brasile la nuova frontiera

Non è una rinuncia al mercato asiatico ma la consapevolezza che nel lontano oriente i tempi sono più lunghi mentre in sud america c’è maggiore affinità di cultura e gusti ciò porterà la quota di ricavi dai paesi emergenti dal 5 al 20% in pochi anni.

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Situazione economica Brasile nel 2013

Ripercorriamo le tappe del periodo d’oro dell’economia brasiliana iniziato con l’avvento della presidenza di Lula da Silva. Quali le responsabilità dell’adozione prolungata di una politica fiscale a supporto della domanda interna?

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IN BRASILE LA CONFEDERATIONS CUP 2013 POSITIVA ALL’ECONOMIA

La Confederations Cup stimola l’economiadelle città brasiliane: nei soli giorni delle partite è prevista una spesa di circa 311,5 milioni di reais da parte dei turisti presso le sei città ospitanti.

I turisti stranieri e brasiliani in visita presso le sei città ospitanti della Confederations Cup spenderanno oltre 311,5 milioni di reais nei 15 giorni di torneo. Il calcolo è stato effettuato da Embratur (Ufficio Brasiliano del Turismo) sulla base del numero di turisti e del loro tempo di permanenza nelle città dove si stanno disputando le partite, oltre alla spesa sostenuta dalle delegazioni e dalle squadre partecipanti.

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Sorgente lancia joint venture in Brasile, da 1 miliardo di dollari

Insieme a Brasilinvest. Il gruppo Sorgente che fa capo a Valter Mainetti e Brasilinvest, operatore di sviluppo immobiliare con sede in Brasile, hanno annunciato la creazione di una joint venture con l'obiettivo di investire in Brasile oltre 1 miliardo di dollari nel mercato immobiliare locale.

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INVESTIMENTI ITALIANI NEL SETTORE ENERGETICO IN BRASILE

Spark Energy, società controllata da DSF Group, ha avviato la produzione di sistemi di cogenerazione nel Paese

L’italiana Spark Energy, produttore di sistemi per la generazione di energia distribuita, ha aperto la sua prima filiale al di fuori dell’Italia, più precisamente nella città di Indaiatuba, a circa 80 chilometri da San Paolo. La Spark Energy, sussidiaria dal DSF Group, controllerà l’associata Spark Energy do Brasil, con un investimento di circa € 2,3 milioni (R$ 6 milhões).

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Faam pronta allo sbarco in Brasile

La Faam di Federico Vitali punta anche sull'America Latina rinnovando il consiglio d'amministrazione.

Persino, nel periodo ferragostano ha continuato a lavorare, riducendo al minimo la pausa in un'estate colma di lavoro e di aspettative. In primis l'esordiente Cda composto da Andrea Aparo consulente scientifico di Finmeccanica, Paolo Annunziato direttore del Cnr, Gianluca Gregori preside della facoltà di economia della Politecnica delle Marche, Pasquale Pistorio, ex presidente della StMicroelectronics.

A questi si aggiungono quelli già presenti come il presidente Federico Vitali, Francesco Pagliarini e Giuseppe Vitali. Subito al lavoro, il nuovo management ha confermato il piano d'investivento dell'azienda. Dopo la Cina, la holding leader in Italia e nel mondo nel comparto degli accumulatori di energia, con un po' meno di un centinaio di milioni di fatturato, ha intenzione di aprire una nuova linea produttiva in Brasile, nell'area industriale a ridosso di San Paolo.

Il punto strategico è stato scelto dal Ceo per vendere i prodotti in Brasile, in Cile e Perù. La decisione è maturata al termine di un tour che ha visto impegnati in questi Paesi lo stesso presidente del consiglio d'amministrazione della Faam e il suo entourage, quando con le autorità locali sono stati definiti i dettagli. Per l'azienda di Monterubbiano in provincia di Fermo nelle Marche il primo steep sarà un investimento di una decina di milioni.

La nuova Spa avrà un consiglio di amministrazione di tre persone, di cui un brasiliano e due rappresentanti della casa madre. All'opera ci saranno inizialmente un centinaio di dipendenti che secondo il business plan verranno raddoppiati nel giro di pochi anni. La società brasiliana ricalca la figura giuridica e produttiva che Federico Vitali ha scelto per la Cina: «Lì siamo arrivati a circa 14 milioni di fatturato ma con le nostre innovazioni cresceremo.

L'obiettivo in Brasile è di partire con una produzione di 150mila celle l'anno. A pieno ritmo gli stabilimenti dovrebbero produrne almeno 400mila, come in Cina. Nei prossimi otto anni porteremo il fatturato complessivo a trecento milioni di euro». Per l'Europa la casa madre ha in funzione due stabilimenti, uno a Monterubbiano nelle Marche e l'altro a Manfredonia in Puglia.

Dagli attuali 80 milioni di fatturato si dovrebbe giungere a regime a circa 120-150 milioni con un centinaio di dipendenti. Per l'Asia c'è lo stabilimento di 10mila metri quadrati di Xusche nello Jangau in Cina e per l'America Latina la produzione partirà da San Paolo in Brasile.

In quest'ultimo sito ci sarà spazio anche per l'occupazione di dipendenti italiani, che andranno a colmare non solo le due sedie vuote del Cda ma le funzioni di controllo, di rappresentanza e gestiranno i rapporti con i clienti. In aggiunta, la joint venture con un'azienda piccola di Montevideo destinata al mercato locale

AgustaWestland, salta l'intesa con Embraer

Embraer Sa e AgustaWestland (gruppo Finmeccanica), hanno deciso «di porre termine alle negoziazioni, senza il raggiungimento di alcun accordo per la costituzione di una joint venture in Brasile».

È quanto si legge in una nota congiunta delle due società. Viene così posta la parola fine al Memorandum of understanding (Mou) fra l'azienda del gruppo Finmeccanica e i brasiliani di Embraer: il Mou, del gennaio scorso, riguardava la possibile produzione e commercializzazione, sul mercato brasiliano, di elicotteri AgustaWestland.

Datagate: caso Morales, crisi Mercosur-Ue, richiamati ambasciatori

Il caso Morales scotta ancora, dopo che nei giorni scorsi i Paesi del Mercosur (Comunita' economica dell'America Latina), Argentina, Brasile, Uruguay, Venezuela (e Bolivia) hanno deciso di richiamare per consultazioni i loro ambasciatori in Italia, Spagna, Francia e Portogallo.

Secondo quanto risulta ad Asca, entro questo fine settimana i rappresentanti dei paesi latinoamericani avranno lasciato Roma, Madrid, Parigi e Lisbona, diretti alla volta delle rispettive capitali. La protesta e' rivolta ai Paesi che il 2 luglio scorso impedirono il passaggio dell'aereo del presidente boliviano sui loro cieli costringendolo ad atterrare a Vienna. Il pretesto fu la presunta presenza a bordo del velivolo, decollato da Mosca, di Edward Snowden, la talpa del 'Datagate' statunitense, da circa tre settimane bloccato in un'area di transito dell'aeroporto di Sheremetevo in attesa - da martedi' - che il Cremlino accolga formalmente la sua richiesta d'asilo. La vicenda in questi giorni e' passata in secondo piano in Italia, a seguito dello spinoso caso diplomatico di Alma Shalabayeva, la moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov che, insieme al Viminale, ha trascinato i vertici della Farnesina nel fuoco incrociato delle opposizioni, ma il sospetto e' che abbia aperto un varco ancora piu' ampio nelle relazioni tra l'Unione europea e l'America latina.

Ai propri ambasciatori i Paesi del Mercosur hanno chiesto di tenere alta l'attenzione. In una riunione straordinaria convocata lo scorso 12 luglio i cinque Stati permamenti hanno usato toni duri e avvertito che il caso Morales sara' denunciato nei fori internazionali, compreso il Consiglio di Sicurezza dell'Onu, di cui l'Argentina e' attualmente membro non permanente. Il testo finale richiama in sede ben 20 ambasciatori incaricati in Europa, ed in particolare a Roma, Parigi, Lisbona e Madrid. Una decisione forte, dietro la quale respira un mercato con oltre 270 milioni di persone, piu' della meta' della popolazione dell'intera Unione europea, con cui dal 1994 le potenze sudamericane hanno elaborato una strategia articolata in due fasi che prevede la conclusione di un Accordo-quadro interregionale e, in un secondo momento, la preparazione di una vera e propria intesa di associazione interregionale tra Ue e Mercosur.

La sterzata compiuta dai governi sudamericani, inoltre, ha visto la presentazione di proteste ufficiali ai rappresentanti diplomatici accreditati a Buenos Aires, Brasilia, Montevideo, Caracas e La Paz. Rispettivamente, per l'Italia sono stati convocati dai ministeri degli Esteri, Guido Walter La Tella (ambasciatore in Argentina), Raffaele Trombetta (Brasile), Massimo Andrea Leggeri (Uruguay), Paolo Serpi (Venezuela) e Luigi De Chiara (Bolivia), ai quali i ''grandi'' dell'America Latina hanno espresso la loro ''condanna'' per il caso Morales e reclamato spiegazioni e scuse.

Lo stesso hanno fatto con Portogallo, Francia e Spagna. Scuse, pero', formalizzate lunedi' solo dal governo di Madrid, in una nota ufficiale inviata direttamente al governo di La Paz. Sul Prism, e i sospetti di ''spionaggio'' nei confronti della comunita' internazionale, il Mercosur e' stato lapidario: ''Respingiamo con forza l'intercettazione delle comunicazioni e le operazioni di spionaggio nelle nostre nazioni, perche' costituiscono una violazione dei diritti umani, una violazione dei diritti dei nostri cittadini alla privacy e all'informazione''. E ancora: quello americano e' stato ''un comportamento inaccettabile, che viola la nostra sovranita' e danneggia le relazioni fra nazioni''.

Poi, sull'eventualita' di concedere asilo politico a Snowden: ''Ripudiamo qualsiasi azione che possa minare l'autorita' degli Stati di garantire e applicare integralmente il diritto di asilo. Rigettiamo qualsiasi tentativo di fare pressione, minacciare, criminalizzare uno Stato sul diritto sovrano di un paese di concedere asilo''.

Tranchant il ministro degli Esteri uruguayano, Luis Almagro, che a margine dell'incontro ha puntato il dito contro le azioni dei governi europei definendole ''infondate, discriminatorie e arbitrarie''. Ha parlato di una ''situazione grave'' che ricorda una tipica pratica neo-coloniale''. Un ''atto insolito, scortese e ostile - secondo Almagro - che viola i diritti umani e lede la liberta' di transito''. E che, tra l'altro, rischia di mettere in crisi i rapporti commerciali tra le tre principali economie della zona euro (dopo la Germania) e i Paesi del Mercato Comune del Sud, tra cui il Brasile, con cui l'Italia, ad esempio, nel 2011 nutriva - dati Bankitalia - un interscambio dal valore record di quasi 11,7 miliardi di dollari, aumentato del 28,5% rispetto al 2010.

Tra le due aree si respira una chiara sinergia di approcci, sul profilo economico quanto sociale, basti pensare che l'Unione europea e' il primo partner commerciale del Mercosur, che vi esporta il 20% del suo commercio internazionale, e che le esportazioni degli Stati membri Ue verso la regione sono aumentate costantemente nel corso degli ultimi anni, passando - stima Bruxelles - dai 28 miliardi di euro del 2007 ai 45 del 2011.

Sul terreno di questa sfida si innescano anche i passi compiuti dall'Italia verso la regione latinoamericana, ma la scarsa chiarezza sulla vicenda di Evo Morales rischia, ora, di chiudere al Governo Letta un binario cruciale al rilancio della crescita e al superamento della crisi. Le relazioni che il nostro Paese intrattiene con l'America Latina, infatti, ''vanno al di la' dei rapporti istituzionali, includendo gli organismi della societa' civile, le universita', i centri di ricerca, gli enti territoriali e le comunita' di immigrati latinoamericani'', come ha ricordato di recente lo stesso Sottosegretario agli Affari Esteri Mario Giro.

A dimostrarlo sono le 19 ambasciate, i 18 consolati, gli 11 istituti italiani di cultura e i circa 20mila iscritti ai corsi di lingua italiana e le 95 scuole italiane con 11.500 alunni presenti nella regione. Non solo, ad oggi sono circa 2.800 le imprese italiane impegnate nell'area e ben radicati restano i primari gruppi imprenditoriali tra cui Fiat, Eni, Astaldi, Trevi, Terna, Enel, Telecom, Pirelli, Ferrero, Impregilo, Salini e Finmeccanica. Con cio' l'America Latina rappresenta per l'Italia il candidato naturale a una partnership strategica in vista di un mercato oramai globalizzato e rivolto principalmente ai cosiddetti ''Paesi emergenti''.

Spionaggio USA, Brasile Reagisce a Prism

spianaggio-usaGoverno del Brasile ha chiesto spiegazioni agli Stati Uniti (US) spiare le comunicazioni dei cittadini brasiliani da parte della National Security Agency quel paese (NSA, il suo acronimo in inglese).

Secondo il ministro degli Esteri, Antonio Patriota, chiarimenti sono stati richiesti dall'Ambasciata del Brasile a Washington, e anche l'ambasciatore Usa in Brasile.
Il ministro ha detto che il Ministero degli Esteri ha ricevuto con "grave preoccupazione" alla notizia che l'elettronica ei recapiti telefonici dei suoi cittadini sono stati monitorati. Patriot ha dato le dichiarazioni a Paraty, a Rio de Janeiro, dove si terrà il 11 "Festival letterario internazionale (FLIP).

Secondo Antonio Patriota, il governo brasiliano prenderà iniziative in seno alle Nazioni Unite (ONU) per la definizione di norme chiare di comportamento per i paesi della riservatezza delle comunicazioni dei cittadini e la salvaguardia della sovranità degli altri Stati. Il ministero degli Esteri intende anche chiedere al Telecommunication Union (ITU) a Ginevra, in Svizzera, lo sviluppo di norme multilaterali in materia di sicurezza delle telecomunicazioni.

Lo scandalo sul monitoraggio delle comunicazioni private di cittadini e imprese all'interno e all'esterno del paese da parte del governo degli Stati Uniti è venuto alla luce dopo che l'ex tecnico della sicurezza digitale CIA Agency (NSA), Edward Snowden, rivelando la pratica. I dati sono stati monitorati attraverso il programma Prism rimasta altamente classificato sorveglianza elettronica della NSA. Rapporto quotidiano Urna "The Globe" questa Domenica ha rivelato che le comunicazioni del Brasile sono stati tra l'inseguimento messa a fuoco ad alta priorità.
Chase.
Dopo le rivelazioni, Snowden aveva il suo passaporto annullato dal governo degli Stati Uniti. Egli ha chiesto asilo politico in 21 paesi. Finora, Bolivia, Venezuela e Nicaragua hanno offerto di prendere l'ex agente.

La scorsa settimana, i paesi europei hanno vietato ingresso presidente boliviano Evo Morales del piano nel suo spazio aereo da parte sospetta che Edward Snowden era a bordo. Paesi dell'America Latina, tra cui Brasile, si sono pronunciati a favore del capo dello Stato. L'incidente sarà discusso Martedì (9) presso l'Organizzazione degli Stati Americani (OAS).

Brasile, investire nel 2015

economiabrasileNonostante il 2014 sia stato un anno difficile per i mercati brasiliani - le azioni della Petrobras, per esempio, sono salite dell’8% un giorno e scese del 9% un altro, le negoziazioni dei titoli pubblici sono state sospese per qualche tempo e il dollaro ha acquisito quasi il 15% del valore in pochi mesi - gli investitori di fondi non si sono preoccupati più di tanto. E’ chiaro che esistono delle eccezioni, ma nella media la rendita dei principali fondi del Paese è stata maggiore quest’anno rispetto al 2013. Così rileva un’analisi promossa dal centro di Studi di Finanza della Fondazione Getulio Vargas su 100 fondi aperti all’acquisizione che si rivolgono a investitori individuali e ad imprese. La redditività dei fondi a rendita fissa è proprio quella che più è cresciuta, dal 5% al 10%.

Chiaramente questi fondi hanno tratto beneficio dall’aumento del tasso di interesse. Oltre a questo, la svalutazione del real e la valorizzazione superiore al 30% di alcune azioni hanno favorito i fondi di azioni quest’anno. I migliori gestori del 2014 sono stati selezionati dalla Getulio Vargas sulla base di uno studio che analizza il rischio e il guadagno dei fondi che comandano.

La banca Itaù ha ricevuto il premio come migliore gestore di fondi del 2014 e la banca Brasil Plural è stata scelta come migliore specialista nel settore. Al direttore esecutivo responsabile del settore gestione dei ricorsi della banca Itaù, Gustavo Murgel, abbiamo chiesto dove investire. E lui ci ha risposto cosi: “Sta aumentando il numero di investitori che si preoccupano di come creare un patrimonio nel lungo termine. Questo cambiamento è ancora all’inizio, ma già è possibile percepire che ci sono persone più interessate a mantenere la redditività delle proprie azioni per 15/30 anni, piuttosto che preoccuparsi di ciò che potrebbe avvenire tra un mese. Sono queste le persone che stanno investendo nei fondi immobiliari, in fondi di azioni… Tutto questo può cambiare, certo, ma ci sono buone prospettive per i prossimi anni. L’investitore ha bisogno di tempo per analizzare i gestori vari e scegliere quelli che mostrano di poter garantire un ritorno consistente. Le decisioni di investimento devono essere più tecniche e meno opportuniste”.

“Più importante di scegliere quali azioni comprare è decidere cosa non vale la pena possedere”, esordisce così Carlos Eduardo Rocha, socio responsabile della gestione dei ricorsi di Brasile Plural. “Oggi non investiamo in imprese che devono fare investimenti che necessitano di anni per poter avere un ritorno consistente, come le imprese di costruzione. E non stiamo nemmeno comprando azioni di amministratori di grandi shopping e concessionarie che risultano care rispetto al resto del mercato. Infine, stiamo evitando i settori di energia elettrica e telecomunicazioni perche queste compagnie non presentano risultati buoni”. Quali sono, quindi, i settori migliori? “Siamo ottimisti con i settori delle carte di credito, le assicurazioni e l’educazione. Il prossimo anno sarà molto difficile, con interessi più alti, inflazione elevata e bassa crescita. Per questoabbiamo bisogno di investire in imprese che riescano ad ottenere buoni risultati anche con uno scenario diverso”.

Pedro Villani è uno degli amministratori senior della banca Bradesco, ha vinto il premio come migliore gestore di fondi di azioni. “All’orizzonte ci sono diversi dubbi, ma la situazione non è molto diversa da quella di due anni fa. Perlomeno la fase più complicata è già passata e cioè quella delle elezioni presidenziali. Adesso dobbiamo aspettare che venga definita la politica economica. Fino a quando non sarà definita, abbiamo il dovere di mantenere la nostra strategia in borsa, dobbiamo cioè scegliere imprese il cui lavoro sta resistendo alle avverse condizioni economiche. Un settore importante è quello dell’educazione: Kroton e Estacio trarranno beneficio dalla tanto attesa continuità dei programmi di finanziamento pubblico agli alunni della facoltà. Esportatori resistenti sono anche i fabbricanti di carta come Fibria e Suzano, oltre all’impresa di alimenti BRF e quella mineraria Vale. Aldilà del calo dei prezzi internazionali delle materie prime, è probabile che i risultati delle compagnie migliorino con il conseguente effetto di valorizzare il dollaro. Siamo fiduciosi anche rispetto alla compagnia di telecomunicazioni VIVO che guadagnerà competitività con l’acquisizione della GVT”.

Dove e perché sbagliano alcuni investitori lo spiega Marcello Siniscalchi, direttore del settore investimenti della Banca Itaù. “Molti investitori decidono dove e a cosa rivolgersi chiedendosi: che cos’è che sta facendo guadagnare oggi? Ecco, questo è un errore colossale. Bisogna guardare in avanti, non indietro. Bisogna investire. E’ impossibile che un fondo mantenga una performance stellare per sempre. Se lo fa diventa un problema. I fondi che corrono i rischi maggiori possono rendere di più, però anche l’oscillazione è maggiore. Oggi, guardando al futuro, lo scenario internazionale è la sfida più difficile, soprattutto se si pensa agli sviluppi della politica monetaria americana. Non abbiamo mai visto l’economia ricevere questo volume di stimoli perciò nessuno può sapere quali possono essere le conseguenze di quanto sta accadendo. Teoricamente normalizzare la politica monetaria è un buon segnale e indica che l’economia degli Stati Uniti sta recuperando terreno. Ma sul mercato gli effetti si fanno sentire e ogni Paese emergente reagisce a modo suo. Per chiunque abbia dubbi su come muoversi il mio consiglio è quello di essere più conservatori e non promuovere grossi cambiamenti adesso. Cambiare azioni in un momento così incerto può essere pericoloso”.
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Il Brasile cresce poco ma attrae Francia e Russia

Minori investimenti, calo della produzione industriale e dell'export hanno portato la crescita del Brasile nel 2012 all'1,35%, ben al di sotto della media regionale. Tuttavia, Parigi e Mosca sono ancora interessate a concludere affari con il paese. Raúl Castro tra 5 anni smette.

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