È il Brasile la nuova frontiera per l’internazionalizzazione delle imprese agroalimentari campane

Ne è convinto José Luiz Tejon Megido, eletto tra le 100 personalità più influenti dell’Agribusiness brasiliano dalla rivista “Isto è dinheiro rural 2013”, intervenuto alla convention “Innovazione Bidirezionale, dal cuore dell’azienda ai mercati in crescita” organizzata dal Consvip al Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli Federico II: “In un paese dove ci sono 200milioni di nuovi consumatori – ha affermato Tejon – di cui oltre 30 milioni di origini italiane, è evidente che esiste già un approccio culturale positivo per i prodotti del vostro Paese e quindi la sfida deve essere colta. Attualmente sono in grande crescita le importazioni di vino, olio e lavorati della carne…. ma anche la pizza a San Paolo del Brasile è oramai all’altezza del vostra. Dal punto di vista dell’area geografica è l’Amazzonia l’ultima frontiera alla quale potranno rivolgersi quelli che intraprenderanno questo percorso”.

Sull’esigenza da parte delle azienda di farsi affiancare in un processo di internazionalizzazione da un centro di formazione è intervenuto il Presidente del Consvip, Raffaele Fabbrocini: “Conquistare nuovi mercati – ha spiegato – portare i propri prodotti all’estero non è un evento casuale; occorre un lavoro in termini di conoscenza del prodotto e di sviluppo della conoscenza attraverso l’analisi sensoriale, che permette dunque a quei prodotti di essere graditi ai mercati e rappresenta un processo di innovazione irrinunciabile per qualunque azienda”.

A margine dei lavori è stato affrontato anche il tema della guerra della Mozzarella di Bufala Dop, che rischia di “scippare” la leadership a favore dei produttori del Nord: questa competizione può essere vinta dai campani grazie alla certificazione dell’analisi sensoriale. Ne è convinto Luigi Odello (Presidente del Centro Studi Assaggiatori): “Tutte le attuali certificazioni non affrontano il tema del godimento dell’utente finale; in tal senso è stato appurato, anche grazie ad una tesi di laurea discussa proprio all’Università di Agraria di Napoli, che la mozzarella di bufala campana Dop è, dal punto di vista dell’analisi sensoriale, di gran lunga superiore a qualunque altro tipo di prodotto analogo”.

Raffaele Di Fiore, direttore tecnico e responsabile qualità del laboratorio Chimico Merceologico della C.C.I.A.A. di Napoli si è soffermato sul tema “La certificazione per l’internazionalizzazione”, con particolare riguardo alla produzione dei vini: “Negli ultimi anni – ha detto - è cresciuta molto la qualità della produzione. Secondo recenti stime il comparto ha visto un aumento del 12% del valore e del 9% del volume complessivo”.

Ed è proprio il vino il protagonista maggiore dell’export, come evidenziato da Federica Bozzanca, responsabile formazione di Federalimentari: “Secondo gli ultimi dati l’export verso il Brasile di prodotti agroalimentari è aumentato del 7,3%. A differenza di quello che si crede non è la pasta a fare la parte del leone bensì il vino, seguito dalle conserve vegetali”.

Della certificazione attribuita a un prodotto in base all’analisi sensoriale parla Manuela Violoni, responsabile Ricerca e Sviluppo Centro Studi Assaggiatori. “La certificazione viene attribuita quando un prodotto risponde a determinate caratteristiche visive, gustative e tattili – spiega Violoni –Su questo si basa l’analisi sensoriale per la quale sono necessari 4 step: misurabilità precisa dell’intensità delle qualità presenti nel prodotto (attraverso l’assaggio), test sui consumatori, correlazione tra dati di laboratorio e dati dei consumatori, generare un movimento di opinione attraverso brand ambassador che interagiscano con i consumatori”.

La convention è stata aperta da Paolo Masi, direttore Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e moderata da Alfredo Loso, Presidente Aif Campania.

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